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Storia

Il Benevento Calcio S.r.l. nota più semplicemente come Benevento Calcio, è una società calcistica italiana con sede nella città di Benevento. Milita in Serie B.
I colori sociali sono il giallo ed il rosso. Disputa le partite interne presso lo stadio comunale “Ciro Vigorito “. I calciatori del Benevento sono conosciuti in tutta Italia come gli Stregoni, in quanto la città è nota per essere "la città delle streghe" per via dei riti religiosi pagani che svolgevano i Longobardi lungo il fiume Sabato durante la loro dominazione, visti dalle popolazioni locali cristiane come veri e propri atti di stregoneria.

Storia
Il calcio a Benevento è nato a settembre del 1929, in cui la prima società nacque di preciso il 6 settembre con la denominazione di Società Sportiva Littorio Benevento, che giocava sul campo Santa Maria degli Angeli (poi denominato Meomartini) realizzato da don Francesco Minocchia con l'ausilio di calciatori residenti nella città di Benevento e sito nel rione Libertà della città delle Streghe. Prese parte al torneo di Terza Divisione Regionale. Nel suo primo decennio di vita vinse i campionati di Terza, Seconda e Prima Categoria, poi, nella stagione 1934–35 prese parte per la prima volta al campionato nazionale di Serie C, disputando un eccellente torneo grazie alla guida tecnica dell'ungherese Armand Halmos. Tre anni dopo, nella stagione 1938–39, vinse la «Targa Capocci» (torneo cui parteciparono 22 squadre) vincendo in finale contro la Scafatese per 5-1,poi, nell'immediato dopoguerra la rinominata Associazione Calcio Benevento fece buoni campionati di Serie C dove nella stagione 1945-1946 arrivò per primo conquistando la promozione in Serie B ma rinunciandoci per problemi finanziari. Le successive stagioni, i giallorossi arrivarono tra le posizioni di alta classifica senza tuttavia ottenere la promozione fra i cadetti.

La San Vito Benevento nella stagione 1959-1960
Negli anni cinquanta va segnalata la folcloristica figura di Oronzo Pugliese che allenò la compagine sannita nel 1952. Dopo un anno, tuttavia, arrivò la chiusura della società storica, oberata dai debiti. Fallita l'antica squadra, ebbe campo libero il secondo club cittadino, i dilettanti della San Vito che, dopo sette anni, approdarono in Serie C come Società Sportiva Benevento. Dopo aver disputato un campionato in terza serie nel 1960-1961, classificandosi al quarto posto, fece seguito il ritorno in Serie D nel 1961-1962, dove i giallorossi rimasero per un triennio.

Il Benevento nella stagione 1974-1975
Nel 1966 da una fusione di compagini cittadine nacque la Polisportiva Benevento.Dopo otto campionati di fila in Serie D, nel 1974 ci fu il gran ritorno in Serie C. Sotto la presidenza di Bocchino arrivarono un quarto posto, un secondo posto nella stagione 1975-1976 con Piero Santin in panchina che mantenne la squadra al primo posto (poi nel finale due punti nelle ultime quattro gare) e seguì un quarto posto nel torneo 1976-1977.

Nella stagione 1978-1979, in concomitanza con la ristrutturazione della Serie C, nacque la Società Sportiva Calcio Benevento, mentre l'anno successivo ci fu l'inaugurazione dello stadio Santa Colomba. Sotto la presidenza dell'avvocato Ernesto Mazzoni, coadiuvato di volta in volta da imprenditori locali, la SSC Benevento disputò nove campionati ininterrotti in Serie C1. Da segnalare la quinta piazza raggiunta con la guida tecnica di Gastone Bean (1981-82) e il sesto posto con allenatore Francesco Liguori (1983-84) che valsero la partecipazione degli stregoni alla Coppa Italia contro squadre di serie A e B. Dopo una prima retrocessione nel 1986, a cui seguì un miracoloso ripescaggio, il Benevento retrocesse in serie C2 nel 1987 nonostante l'ottima rosa di calciatori.

Il Benevento nella stagione 1986-1987
A due salvezze risicatissime in quarta serie negli anni 1988 e 1989 (ambedue con Maurizio Simonato alla guida tecnica), seguì la retrocessione a tavolino in Interregionale per mancato versamento della fidejussione (che non fu coperta per tutti i 400 milioni richiesti dalla FIGC ma solo per 320 milioni). Pertanto, per soli 80 milioni, il Benevento fu costretto ad abbandonare il calcio professionistico. Ne derivò un anonimo campionato in Interregionale disputato con una squadra composta per lo più da calciatori sanniti.

Gli anni novanta
Nella stagione 1990-1991 nacque lo Sporting FC Benevento.[13][6] Il nome della nuova società fu scelto dai tifosi in seguito a un sondaggio telefonico fatto durante una trasmissione televisiva dell'epoca. Alla presidenza c'era Mario Peca, il quale non mantenne le promesse ma ebbe il merito di risvegliare la passione dei tifosi beneventani. Il campionato fu vinto ma ebbe un epilogo amaro nello spareggio per la promozione contro la Juve Stabia (vincitrice di un altro girone). In seguito alla sconfitta la società venne rilevata da un gruppo di imprenditori napoletani che dopo un semestre, vista la totale disaffezione e ostilità della tifoseria, cedettero la mano alla famiglia Cotroneo. Dopo un'annata di transizione, per l'anno sportivo 1993-94 fu allestita una squadra d'alto livello che ricalcava per gran parte quella della stagione 1990-91 a cominciare dallo stimato Luigi Boccolini come trainer. Trascinata da una formidabile coppia d'attacco composta da Nicola D'Ottavio e Silvio Paolucci, vero lusso per l'Interregionale, il Benevento ebbe ben presto vita facile sulla rivale Nocerina, finendo per stravincere il torneo.

Con il ritorno nel campionato professionistico la rosa fu confermata con qualche innesto. La squadra, pur non brillando nel gioco, conquistò il terzo posto che valse la qualificazione ai play-off per la prima volta nella storia. La compagine di Boccolini fu subito estromessa dal Savoia (sconfitta fuori casa per 2-0 e pareggio interno per 3-3). La stagione successiva fu particolarmente tribolata e culminò con la salvezza raggiunta nell'ultima partita: nel un testacoda contro il Frosinone, gli stregoni s'imposero per 1-0, evitando i play-out e mandando all'aria i sogni di promozione della squadra ciociara che si era presentata da capolista. Seguirono due ottimi campionati di vertice. Nel 1996-97 gli stregoni, allenati da Massimo Silva, ebbero una partenza a razzo per poi cedere, con il passare delle giornate, la testa della classifica alla Battipagliese, che vinse il torneo. Classificatosi al secondo posto, il Benevento affrontò i play-off da favorita. Dopo aver eliminato il Catanzaro in semifinale (0-0 fuori casa e vittoria interna per 2-0), però, fu battuto nella finale ad Avellino dalla Turris (0-2) allenata dall'ex Esposito. Resta questa la "trasferta" seguita dal maggior numero di tifosi sanniti con ben ottomila unità. In città ci furono notevoli polemiche soprattutto per un alterco tra il direttore sportivo Nicola D'Ottavio e il centravanti Sossio Aruta.

Nella stagione successiva la società rinforzò ulteriormente la rosa. Prima di nuovo con Silva e poi con Pino Raffaele in panchina, in un campionato molto equilibrato al vertice, il Benevento non riuscì a trovare lo spunto per vincere direttamente il torneo dovendo ritentare la promozione mediante i play-off. Come l'anno prima, gli stregoni, dopo aver eliminato il Sora (con due vittorie per 1-0 ed entrambe con reti firmate da Francesco Passiatore), cedettero in finale: sul campo neutro di Lecce furono infatti sconfitti dal Crotone per 2-1, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio. Fu l'ultima partita della famiglia Cotroneo che cedette la mano a Renato Pedicini ai vertici della società.

La squadra, guidata da Francesco Dellisanti, dopo un avvio incerto cominciò a sciorinare un gioco spettacolare che le consentì di scalare posizioni in classifica e terminare al quarto posto, in zona play-off. Dopo aver eliminato ancora una volta il Catanzaro (vittoria per 2-1 in casa e pareggio 1-1 in Calabria), il Benevento approdò per il terzo anno consecutivo in finale. Il 13 giugno 1999, allo stadio di Via Del Mare a Lecce, la squadra sconfisse il Messina per 2-1 in una partita che vide nella ripresa gli stregoni andare sotto di un gol, per poi subito ristabilire la parità con Bertuccelli. A sei minuti dalla fine dei supplementari il gol di Compagno regalò il primo trionfo in un campionato professionistico al calcio sannita e il ritorno in Serie C1.

Approdato in Serie C1 il Benevento vi disputerà sei campionati consecutivi dove nelle prime due stagioni, i giallorossi ottengono due salvezze proprio all'ultima giornata in casa (nel 1999-00 vittoria con l'Arezzo per 2-1; nel 2000-01 grazie alla vittoria contro la Fidelis Andria con il punteggio di 2-1).

Gli anni duemila
Nella stagione 2001-02 la salvezza arriva dopo i play-out contro la Nocerina (vittoria per 1-0 a Nocera e sconfitta interna per 1-0). Dopo aver disputato nell'anno successivo un torneo anonimo da centro classifica, nella stagione 2003-04 approdano - dopo una lunga rimonta - ai play-off. Nella semifinale promozione, dopo aver sconfitto in casa 1-0 il Crotone, al ritorno arriva una sconfitta per 3-1.

La stagione 2004-05 vide i sanniti lottare per l'accesso ai play-off fino a due giornate dal termine e chiudere con un lusinghiero settimo posto. Alla luce delle gravi inadempienze fiscali emerse, però, la società del presidente Spatola viene retrocessa a tavolino in serie C2. Fu scritta così la parola fine al capitolo Sporting Football Club.

Nell'estate 2005 viene costituita la società per azioni Benevento Calcio capitanata da un imprenditore biellese, Older Tescari, che non viene accolto con simpatia per via di una campagna acquisti modesta e inadatta. A marzo del 2006, con la squadra in caduta libera nella classifica e fuori dalla zona play-off, al timone della società giungono i fratelli Ciro e Oreste Vigorito. Benevento riesce a classificarsi al quarto posto ma viene eliminato in semifinale dalla Sansovino. La stagione successiva la squadra è affidata a Danilo Pileggi che viene ben presto sostituito da Gianni Simonelli. I sanniti riuscirono a recuperare i punti di distacco dal Sorrento e a sfiorare la promozione.

Ai play-off, dopo aver superato il Monopoli, il Benevento vede sfumare tra le mura amiche il ritorno in Serie C1 a opera del Potenza (sconfitta per 1-0 e pareggio casalingo per 1-1).

Nela stagione 2007-08 la compagine di Simonelli ha vita facile e vince il campionato con quattro turni di anticipo regalando alla città il ritorno in serie C1.[6] In questa stagione il Benevento, per la prima volta nella sua storia, approda anche in finale della Coppa Italia di Serie C ma viene battuto per 5-0 dal Bassano Virtus nella gara d'andata (inutile l'1-1 del ritorno). Nelle stagioni a seguire la società tramite dispendiose campagne acquisti senza precedenti appronta delle squadre di alto livello e punta senza mezzi termini al raggiungimento della serie B. I fratelli Vigorito dimostrano ben presto una managerialità d'alto livello, investendo molto, oltre che sul parco giocatori di prima squadra, anche nel settore giovanile e nelle strutture.

Nella stagione 2008-09 gli stregoni contendono la vittoria al Gallipoli fino all'ultima giornata, ma la compagine salentina la spunta per un solo punto. Ai play off l'eliminazione in semifinale del Foggia (0-0 e 2-2) sembra spalancare le porte alla serie cadetta soprattutto in virtù del pareggio conseguito nella finale di andata contro il Crotone per 1-1. Nella finale di ritorno, il Benevento viene sconfitto per 1-0 sul proprio terreno dai calabresi.

La stagione 2009-10 vede il Novara troncare ben presto le gambe alle concorrenti e il Benevento esprimersi con rendimento altalenante anche in seguito al via vai di allenatori: Acori viene prima esonerato e sostituito da Camplone per poi essere richiamato a quattro giornate dal termine. Nell'ultimo mese consegue dieci punti che valgono il sorpasso sul Lumezzane e la qualificazione ai play-off. La lotteria di fine torneo non arride per l'ennesima volta ai giallorossi che vengono eliminati dal Varese (2-2 in casa e sconfitta per 2-1 in Lombardia).

Gli anni duemiladieci
La stagione 2010-11 comincia con una clamorosa novità: ad essere chiamato a dirigere la squadra è Agatino Cuttone. Dopo aver racimolato solo 4 punti in altrettante gare, la squadra mette insieme una striscia vincente frutto di sette vittorie e tre pareggi che valgono la conquista del secondo posto. Le ultime tre gare del girone d'andata, però, decretano definitivamente i limiti del gioco di Cuttone che viene esonerato quando la compagine giallorossa era staccata di sette lunghezze dalla primatista Nocerina. Anche il nuovo allenatore, Giuseppe Galderisi, non riesce a dare una marcia in più e il campionato termina con il Benevento al secondo posto staccato di undici lunghezze dalla vetta. Come in passato la squadra sannita viene estromessa dai play-off: la Juve Stabia ha la meglio vincendo per 1-0 l'andata e impattando per 1-1 il ritorno. La succitata stagione verrà soprattutto ricordata per la dipartita dell'amministratore delegato Ciro Vigorito, avvenuta il 26 ottobre 2010. Tutta la città e la provincia invocheranno l'intitolazione dello stadio al compianto dirigente che avverrà con delibera della giunta comunale il 2 novembre, a distanza di soli sette giorni dalla scomparsa.

La stagione 2011-12, che ha visto il Benevento per la prima volta nella sua storia partire con una penalizzazione (sei punti poi ridotti a due, è cominciata con il ritorno sulla panchina di Simonelli, avvicendato dalla 15ª giornata da Carmelo Imbriani e Jorge Martínez come allenatore in seconda. Il Benevento terminerà la stagione al sesto posto, perdendo quindi la possibilità di partecipare ai play-off.

Durante il ritiro precampionato in vista della stagione 2012-13, l'allenatore Carmelo Imbriani rinuncia all'incarico per gravi motivi di salute, lasciando il posto al suo vice. Alla luce degli scadenti risultati conseguiti (tre vittorie e quattro sconfitte), Jorge Martínez rassegna le dimissioni. Al posto dell'allenatore uruguayano, la società chiama alla guida tecnica Guido Ugolotti il quale, dopo aver portato la squadra in zona play out, viene esonerato per far posto all'ex allenatore dell'Empoli Guido Carboni[24]. Perdendo 2-0 contro il Pisa nella penultima giornata di campionato, il Benevento perde anche in questa stagione la partecipazione ai play-off.

La stagione 2013-2014 comincia con Guido Carboni alla guida della squadra, che punta almeno alla qualificazione ai play-off per la promozione in Serie B. Dopo un inizio di stagione stentato, il tecnico viene esonerato il 20 gennaio 2014: fatale è la sconfitta in casa del Lecce per 0-2. Al suo posto viene chiamato Fabio Brini che porta il Benevento fino ai play-off, dopo aver chiuso il torneo di al 7º posto. L'11 maggio 2014 i sanniti eliminano il Catanzaro vincendo per 1-2 in trasferta. In semifinale, il 18 maggio 2014, perdono in casa del Lecce per 2-0.

La stagione 2014-2015 inizia con la conferma di Fabio Brini alla guida tecnica della squadra. A causa dei numerosi infortuni sopraggiunti durante lo svolgimento del campionato, vengono annessi alla rosa Stefano Layeni, Riccardo Allegretti e Gaetano D'Agostino, rispettivamente l'8 ottobre, il 13 novembre e il 1º dicembre del 2014. Gli stregoni concludono la stagione al secondo posto con 76 punti, guadagnandosi il diritto di partecipare agli ennesimi play-off. Ai quarti di finale perdono in casa 1-2 contro il Como.

La stagione successiva inizia con la guida tecnica di Gaetano Auteri, che più volte nel corso degli anni era stato accostato proprio alla panchina giallorossa. Il nuovo sodalizio giallorosso debutta il 2 agosto 2015 con una sconfitta per 0-1 contro il Tuttocuoio nel primo turno eliminatorio della Coppa Italia 2015-2016. La stagione in Lega Pro inizia con un buon girone di andata per la squadra sannita, che nel girone di ritorno inanella una serie di diciotto partite senza sconfitte (dalla 17ª alla 34ª), conquistando matematicamente la promozione in Serie B, dopo 87 anni, e con una giornata di anticipo, battendo in casa il Lecce per 3-0 davanti a 20.000 spettatori. Si tratta della seconda volta che il club sannita conquista sul campo la promozione in seconda serie, dopo quella della stagione 1945-46.

Nella stagione 2016-2017, la prima in Serie B, i giallorossi, guidati dal tecnico Marco Baroni, debuttano con una vittoria per 2-0, in casa contro la SPAL, grazie alle reti di Amato Ciciretti e George Puscas e finiscono con un ottimo quinto posto a pari merito con il Perugia, che vale l'accesso ai play-off per la promozione in Serie A. Nel primo turno in gara singola il Benevento batte lo Spezia per 2-1 grazie alle reti di Fabio Ceravolo e George Puscas. In semifinale vince per 1-0 al Vigorito contro il Perugia e grazie al pari maturato nel ritorno al Curi supera il turno, qualificandosi per la finale contro il Carpi. Dopo lo 0-0 al Cabassi di Carpi il Benevento prevale nel ritorno in casa per 1-0 e conquista la prima storica promozione in Serie A (8 giugno 2017).

Settore giovanile
Nella stagione 2008-2009 la formazione Berretti del Benevento si è laureata Campione d'Italia. Nella finale contro il Monza si è imposto in casa per 3-2 e, al ritorno in Brianza, ha pareggiato 1-1. Si è trattato, questo, di uno storico traguardo: per la prima volta una squadra di calcio beneventana ha conquistato un tricolore. Nel 2010 va segnalato un altro importante traguardo, la formazione Giovanissimi, guidata da mister Carmelo Imbriani vince la Coppa Giovanissimi Professionisti battendo in finale gli emiliani del Crociati Noceto per 4-2 sul campo di Abbadia San Salvatore.